La Tempesta di Sasà
5
Lug

Cambiare è possibile.
Servono coraggio, caparbietà e tutta la bellezza della letteratura.
Un’ex testa matta si racconta.

con Salvatore Striano
da La tempesta di Sasà (chiarelettere)

Negli anni Novanta, Salvatore Striano era una Testa matta, a capo di una banda di ragazzini che spadroneggiava nei Quartieri spagnoli di Napoli fuori dalle regole dei clan.Quando i boss gli chiesero di scegliere da che parte stare, iniziò la sua tempesta: latitante prima, in carcere poi, trovò comunque il coraggio di cambiare.Conobbe i libri e Shakespeare a Rebibbia, da allora non li ha più lasciati, perché gli hanno cambiato, letteralmente, la vita: «Ero in mare aperto con onde che rischiavano di travolgermi per sempre.I libri erano tavole galleggianti a cui aggrapparsi per non morire.Shakespeare mi ha tolto la povertà dell’anima».
Ne ha scritti lui stesso due, ha partecipato a Gomorra e all’Orso d’oro 2012 Cesare deve morire, recita per tv e teatro ma soprattutto gira l’Italia per raccontare la sua storia.
Per urlare che cambiare è possibile, sempre.  Che i libri aprono mondi inaspettati.  Che il poco tempo a disposizione bisogna usarlo bene, perché, come scrisse il Bardo, «nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita».

parole chiave Scelte // Sentimenti // Letteratura
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Salvatore Striano è stato tante cose: detenuto in Spagna e a Rebibbia, ha incontrato il maestro Fabio Cavalli che gli ha ricordato che lui era prima di tutto un attore.Da allora ha recitato per Matteo Garrone, per Guido Lombardi, per i fratelli Taviani, per teatro, cinema e tv.Ha pubblicato con chiarelettere La tempesta di Sasà (2016) e Teste matte (con Guido Lombardi, 2015).