L’arte contemporanea è più semplice di un manuale d’uso del telefonino
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Lug

Il gusto personale e la visione priva di spiegazioni contestuali spesso rovinano il modo in cui si guarda un’opera d’arte, inquinandolo di pregiudizi che ne sminuiscono l’essenza.
Quante persone di fronte all’orinatoio di MarceDuchamp o ai tagli di Lucio Fontana, adagiandosi su preconcetti, li hanno denigrati non comprendendone la forza espressiva?Ora sembra strano, ma c’era chi nel Cinquecento voleva distruggere il Giudizio Universale di Michelangelo e chi nell’Ottocento considerava l’Impressionismo come uno scherzo di cattivo gusto.
Solo se non si capiscono o non piacciono non sono opere d’arte? È una questione di tempo?di accettazione sociale?di soggettivo versus oggettivo?
Luca Beatrice, attraverso un excursus iconografico e storico del periodo dal secondo Novecento a oggi, dimostra scientificamente come spesso si tratta di pregiudizi, che viziano lo sguardo.
Queste scorciatoie mentali si radicano sotto il livello di coscienza e diventa difficile modificarle, ma non impossibile.

parole chiave Arte contemporanea // Pregiudizi // Storia
target SCUOLA SUPERIORE DI SECONDO GRADO (1° 2° 3° 4° 5° anno) | disponibilità su richiesta

Luca Beatrice, critico d’arte, insegna all’Accademia Albertina di Belle Arti e allo IAAD di Torino.Collabora con “Il Giornale” e con la rivista “Bikers”.Ha pubblicato, fra gli altri, Per i ladri e le puttane sono Gesùbambino (Baldini&Castoldi, 2016) e con Rizzoli Nati sotto il Biscione.L’arte ai tempi di Berlusconi
(2015), Sex.Erotismi nell’arte da Courbet a Youporn (Rizzoli, 2013) e Pop.L’invenzione dell’artista come star (2012). È il presidente del Circolo dei lettori di Torino.