CHI VOGLIAMO ESSERE? LE RISPOSTE ALLE CINQUE DOMANDE DEL SALONE DEL LIBRO

Che bei giorni abbiamo trascorso al Salone Internazionale del Libro, da giovedì a lunedì, incontri, chiacchiere, foto con vecchi e nuovi amici. E a tutti loro, a quelli che ci sono venuti a trovare nello spazio del Circolo dei lettori, abbiamo anche chiesto, insieme a Lago, di rispondere alle domande, quelle cinque questioni ottimamente poste dal #SalTo18, interrogativi su noi stessi, sul mondo, sul futuro. Le risposte alle #5domande sono finite in post-it gialli appiccicati poi alle cornici firmate Lago. Cinque domande come cinque sassolini piatti, scelti sulla riva, da lanciare sulla superficie di noi stessi per vederla incresparsi. Per muoverla, per muoversi, per andare oltre, per fare piccoli salti, per capire qualcosa in più. Ecco le risposte!

Chi voglio essere?
Voglio riuscire a essere solo me stesso.
Il social media manager della Sandretto.
Yoda!
Me stesso!
Barbara D’Urso, Liberato, il social media manager di Taffo.
Un animale, ma previdente.
Una scimmia, com’ero prima.
La Regina Elisabetta.
WOLF

Nicola Lagioia, una farfalla, uno che non rinuncia mai alle cose in cui crede.
La futura moglie di Fassbender, Francesco Totti, un insetto.
Avete presente uno grasso di Sestri Ponente? Voglio essere lui.

Perché mi serve un nemico?
A capire come non voglio essere.
Per avere un amico!
Per non smettere di esplorare, per fare bene, per fare meglio.
Per rendere migliore me stesso.
Per spronarmi al successo e poi sbatterglielo in faccia.
Sennò mi annoio!
Per definirmi, in contrapposizione a un altro.
Per essere migliore.
Per sapere dove si nasconde.
Per capire in cosa essere diverso.
Perché un nemico è un demotivatore: una volta il mio maestro mi disse: trovane uno.
Non serve.


A chi appartiene il mondo?

A Mark Zuckerberg.
A chi ha la capacità di sorridere.
Ai sognatori!
A tutti, a nessuno.
A chi osa sognare e riesce a realizzare i propri sogni.
All’immaginazione, a me, a chi ha i soldi, a chi non si arrende mai.
Alla vagina!
Mi piacerebbe che appartenesse ai bambini e agli adulti che conservano l’essere bambino.
Siamo noi che apparteniamo al mondo.
Ha chi sà scrivere in italiano.
Prima apparteneva alla natura, oggi alla tecnica.
A persone colte e attente al prossimo.
Alla natura.
People have the power (cit. Patti Smith)
Agli svizzeri, a chi non ha paura, a chi lo vuole.
Siamo noi che apparteniamo al mondo.
A un mio cugino di Sestri Ponente grasso. Molto grasso.


Dove mi portano spiritualità e scienza?

Lontano! Ovunque!
Alla conoscenza. O a Torino Spiritualità. A settembre.
All’edizione 2018 di Torino Spiritualità.
A vedere con chiarezza il reale e a non dimenticare che dietro c’è ancora un quid di mistero.
Se già lo sapessi vuol dire che non servirebbe a nulla!
Verso la forma dell’India.
Verso lo stand di Codice Edizioni.
A dubitare sempre. A non avere certezze.
Verso lo stand di Nero.
Sono una spinta a non spegnere il pensiero.
Della prima dubito, della seconda mi fido.


Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?
La seconda… ma anche la terza!
La libertà di fare la rivoluzione.
Liberazione!
La libertà è una forma di disciplina (cit).
Che esista.
La libertà è una rivoluzione. Tutti possono farla, basta farlo insieme
Libertà. Libertà.
Ne una né l’altra: solo sentimenti.
Gratificazione.
Rivoluzione per avere libertà.
Dall’arte rivoluzione per la libertà da noi.
L’Asseconda abbondante.
Libertà di esprimere la mia motivazione è l’istinto.
Rivoluzione per avere libertà.
L’ingegno che c’è in un artista contemporaneo che disegna come Giotto
Emozione, qualsiasi emozione.
Non sono forse la stessa cosa?