93 ricordi per Andrea Camilleri

Andrea Camilleri ci ha lasciati. Il grande scrittore siciliano, maestro nel raccontare storie, è morto oggi, 17 luglio 2019. Il 6 settembre 2015, giorno del suo novantesimo compleanno, ci eravamo messi a ricordare tutto quello che ci è venuto in mente su di lui. Proprio come il Mi ricordo di Joe Brainard (Lindau, 2014), che poi ha rifatto anche Matteo B. Bianchi.

Questi sono i 90 “mi ricordo” su Andrea Camilleri, in ordine sparso, perché quando si ricorda insieme agli amici il tempo non ha molta importanza e le voci si sovrappongono. Allungate la lista quanto volete. Questo è il nostro modo per ricordare sempre uno scrittore e un uomo che ci mancherà moltissimo. Ne aggiungiamo 3.

1. Mi ricordo che scrive poesie d’amore.
2. Mi ricordo che ha fatto l’attore.
3. Mi ricordo che i suoi libri me li mangio.
4. Mi ricordo quando Montalbano ha incontrato Grazia Negro.
5. Mi ricordo, ha esordito nel 1978 con Il corso delle cose.
6. Mi ricordo che ha pubblicato 97 libri, credo.
7. Mi ricordo che ha esordito dopo 10 anni di rifiuti.
8. Mi ricordo, ha venduto 30 milioni di copie.
9. Mi ricordo un tipo carino che leggeva La relazione in spiaggia.
10. Mi ricordo che in Montalbano c’è un po’ di suo papà.
11. Mi ricordo che legge Sciascia prima di mettersi a scrivere.
12. Mi ricordo che scrive in qualsiasi momento.
13. Mi ricordo, gli piace il cinema.
14. Mi ricordo le sue 9 lauree honoris causa
15. Mi ricordo la prima puntata di Montalbano.
16. Mi ricordo i suoi primi libri fondamentali: Conversazione in Sicilia e Paesi tuoi.
17. Mi ricordo che ha scritto romanzi dedicati a grandi pittori.
18. Mi ricordo che fuma tantissimo.
19. Mi ricordo il suo saggio sul dialetto scritto con Tullio De Mauro.
20. Mi ricordo, “dalla Sicilia, si può vedere la faccia occulta della luna”.
21. Mi ricordo che riceve lettere bellissime dai suoi lettori.
22. Mi ricordo Montalbano in versione Topolino.
23. Mi ricordo che i suoi libri sono tradotti in 120 lingue.
24. Mi ricordo che è finito pure in una canzone (minuto 5.41).
25. Mi ricordo che scrive prima i dialoghi.
26. Mi ricordo che si è inventato la città di Vigata.
27. Mi ricordo quando mia mamma si è innamorata di Montalbano.
28. Mi ricordo che Raffaele La Capria legge i suoi libri tutto d’un fiato.
29. Me ricordo quando è andato a Che tempo che fa.
30. Mi ricordo che ha cominciato a scrivere a 12 anni.
31. Mi ricordo la sua coppola scozzese, e pure le altre.
32. Mi ricordo che il personaggio del suo esordio si chiama Vito detto Ombra.
33. Mi ricordo che il dialetto esprime i sentimenti.
34. Mi ricordo “Montalbano è un figo”, sms di mia madre.
35. Mi ricordo quando lo imitava Fiorello.
36. Mi ricordo che nel 1980 è uscito Un filo di fumo.
37. Mi ricordo che Il corso delle cose è sinuoso.
38. Mi ricordo quando è sceso in piazza a manifestare nel 2008.
39. Mi ricordo quando è diventato il personaggio di un fumetto.
40. Mi ricordo che dai 18 anni fuma tre pacchetti di sigarette al giorno.
41. Mi ricordo, ho comprato Acqua in bocca all’autogrill.
42. Mi ricordo che si definisce un “contastorie”.
43. Mi ricordo che non me lo ricordo senza occhiali.
44. Mi ricordo che Montalbano lo trasmettono in Finlandia.
45. Mi ricordo che porta gli occhiali.
46. Mi ricordo che oggi voglio dirgli buon compleanno.
47. Mi ricordo La forma dell’acqua.
48. Mi ricordo che non ha dato l’esame di maturità.
49. Mi ricordo che scrive di città che conosce.
50. Mi ricordo, Fruttero scrisse che è un po’ come Simenon.
51. Mi ricordo che rilegge spesso Gogol’.
52. Mi ricordo che sua moglie si chiama Rosetta.
53. Mi ricordo che “se scrivi di un posto che non conosci non sai dov’è il tabaccaio”.
54. Mi ricordo che doveva sostenere l’esame di maturità nel 1943.
55. Mi ricordo che i suoi libri sono dappertutto.
56. Mi ricordo che ha successo e questo, a volte, non piace alla critica.
57. Mi ricordo 33 racconti di 3 pagine.
58. Mi ricordo che nel 1943 c’è stato lo sbarco degli Alleati.
59. Mi ricordo che nella canzone dice “Che brutta storia, commissario”.
60. Mi ricordo che quando scrive segue il flusso di un suono.
61. Mi ricordo, sul comodino di mio padre c’è La scomparsa di Patò.
62. Mi ricordo la sua voce rauca.
63. Mi ricordo che “poi è arrivato Pirandello”.
64. Mi ricordo che, in dialetto, goloso si dice “licco”.
65. Mi ricordo che ora mi piacerebbe mangiare un arancino.
66. Mi ricordo che, nel film, Patò lo interpreta Neri Marcorè.
67. Mi ricordo che, nei suoi libri, recupera parole contadine.
68. Mi ricordo che a vent’anni scriveva per L’Italia Socialista e L’Ora di Palermo.
69. Mi ricordo che per lui la Sicilia è come il villaggio di Tolstoj.
70. Mi ricordo che è stato in collegio.
71. Mi ricordo che è goloso.
72. Mi ricordo che si sente un italiano nato in Sicilia.
73. Mi ricordo i Montalbano messi in fila in libreria.
74. Mi ricordo che è nato a Porto Empedocle.
75. Mi ricordo, il senso dello Stato per lui è fondamentale.
76. Mi ricordo che ha lavorato tanto come regista.
77. Mi ricordo che nel 1958 ha messo in scena Finale di partita.
78. Mi ricordo che gli dissero che poteva dare del tu a Pirandello.
79. Mi ricordo che ha messo in scena Pirandello.
80. Mi ricordo che il secondo libro che si ricorda di aver letto è Moby Dick.
81. Mi ricordo che il primo libro che si ricorda è di Conrad.
82. Mi ricordo che gli piace raddrizzare i quadri.
83. Mi ricordo che non smette di dialogare con Sciascia.
84. Mi ricordo che lui rispose che a Pirandello gli darebbe solo del “vossia”.
85. Mi ricordo che dice che tutto è indagine.
86. Mi ricordo che “la vita stessa è un’indagine”.
87. Mi ricordo che “la volontà di capire è una cosa molto importante”.
88. Mi ricordo che “capire è, forse, l’unico modo per resistere alla vita”.
89. Mi ricordo che quando Montalbano vuole capire una cosa la capisce.
90. Mi ricordo che anche Andrea Camilleri fa così.
91. Mi ricordo che rispondeva così a chi gli chiedeva perché non andasse in pensione: “Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano“.
92. Mi ricordo che non mancava di dire ciò che pensava.
93. Mi ricordo che il suo ricordo più bello è il giorno in cui si è sposato.