PENSARE CON LE MANI
29
Mar

mercoledì 17 aprile ore 21

IL LAVORO RENDE FELICI

reading con Marina Bassani, Lorenzo Bartoli e Francesco Barbieri al clarinetto
testo di Marina Bassani
in occasione del centenario della nascita di Primo Levi

Primo Levi aveva detto: «Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la miglior approssimazione concreta alla felicità sulla terra, ma questa è una verità che non molti conoscono».
Tutta o quasi l’opera di Primo Levi è una riflessione sui mestieri dell’uomo, e quindi sull’uomo, e arriva quasi a dire che la nobiltà dell’uomo si definisce attraverso il suo lavoro.  Ma non un lavoro da schiavo, bensì un lavoro dove l’uomo creatore assomiglia un po’ a Dio.
Per Primo Levi il grado perfetto nella scala dei mestieri è un lavoro che unisca mente e corpo: come chimico si definiva uno che “pensa con le mani”, in quanto scrittore pensava di assemblare parole come molecole.  Questo lavoro di creatore veniva invece negato ad Auschwitz, dove il lavoro era coatto, senza scopo, impersonale, vicino alla bestia.
Il recital parte da alcuni testi, Se questo è un uomo, La tregua, ma soprattutto La chiave a stella e alcune interviste, e poesie per raccontare la visione di Primo Levi.  E per raccontare la visione di Primo Levi bisogna inoltrarsi nel mondo dei suoi mestieri.  Un mondo dove il lavoro è un momento di creazione, di condivisione, di comunicazione, di danza, di teatro, di diplomazia, di arte del linguaggio, di umorismo e di libertà, dove finalmente l’uomo può dirsi un mensch, cioè umano.