Cara Italia #1
26
Ott

giovedì 8 novembre ore 21

Il nostro DNA nelle parole di 5 scrittori

L’Italia è cambiata parecchie volte nel Novecento, tra le due guerre mondiali, nel dopoguerra, e poi il boom economico, gli Anni Sessanta, i Settanta, gli Ottanta, fino a oggi: gli scrittori hanno rappresentato, e continuano a farlo, queste trasformazioni, cercando di intuirne origini ed esiti, per fissare le coordinate delle mutazioni del Paese innanzi all’avanzare della modernità.
Il ciclo di lezioni-spettacolo a cura di Giuseppe Culicchia, con le musiche affidate a Lucia Sacerdoni, propone una visione inedita e profonda della nostra “Cara Italia”, per guardarla “dalla luna”, da un punto di vista privilegiato, quello di cinque scrittori di ieri e di oggi che ne hanno scandagliato l’animo al di là dei luoghi comuni.
Il primo è Ennio Flaiano, giornalista, critico teatrale e cinematografico, oltre che sceneggiatore di alcuni fra i più importanti film del dopoguerra come La dolce vita e I vitelloni di Federico Fellini, è il primo protagonista del ciclo, giovedì 8 novembre, ore 21 al Circolo dei lettori.
Giuseppe Culicchia comincia la serie di incontri da questa frase emblematica dello scrittore: «L’Italia è un Paese dove sono accampati gli Italiani».  È una delle sue sentenze, rivelatrice di quel suo «discorrere erratico», secondo la definizione di Giorgio Manganelli, spesso indecifrabile, segno distintivo della scrittura breve di Flaiano, capace di trovare nella misura del frammento un’arma tagliente.

€ 5 | Smart € 3 | Plus gratuito

prossimi appuntamenti:
→ 06 dicembre _ Luciano Bianciardi
→ 17 gennaio _ Pier Paolo Pasolini
→ 07 febbraio _ Leonardo Sciascia
→ 07 marzo _ Francesco Piccolo