IL FALSO È L’AUTENTICO
23
Apr

martedì 21 maggio ore 18

POLITICA, PAESAGGIO, PIANIFICAZIONE, PEDAGOGIA
Per un approccio interdisciplinare agli ambienti creati dall’uomo

con Andrea Bocco, Maurizio Cilli, Manuel Orazi e Gianluigi Ricuperati
a partire dal libro di Lucius Burckhardt edito da Quodlibet

Storico, paesaggista, designer e urbanista, Lucius Burckhardt è stato un pensatore tanto influente quanto eccentrico.  Maestro di Jacques Herzog e Pierre de Meuron, teorico dell’ecologia, della partecipazione e dell’«intervento minimo», ha sviluppato quest’ultimo concetto, insieme a Bernard Lassus e Bazon Brock, in un seminario tenutosi, non a caso, a Gibellina, ovvero a fronte del primo «fecondo fallimento» della pianificazione di Stato nel dopoguerra; e si è spinto ad applicarlo anche all’arte dei giardini, anticipando così, almeno in parte, l’opera di Gilles Clément: «L’erba – ecco la teoria dell’intervento minimo – non deve essere trasformata in erbaccia degradando il giardinaggio a produzione di fiori».
Burckhardt è conosciuto come il padre fondatore della promenadologia, una teoria della percezione fondata sulla pratica del camminare, che permette di ricostruire la storia evolutiva dei vari frammenti di paesaggio, abitato, incolto, boschivo o dismesso, che incontriamo lungo il cammino.  Lo studioso svizzero ha aperto in tal modo la strada a un approccio interdisciplinare agli ambienti creati dall’uomo, creando uno strumento di analisi in grado di confrontarsi con gli aspetti visibili e invisibili di ogni tipo di paesaggio (una categoria alla cui definizione ha dato un contributo assai rilevante).  La sua ricerca non si è mai limitata alla mera dimensione estetica, ma si è sempre sforzata di considerare criticamente, anche e soprattutto, gli effetti a lungo termine della progettazione.
Il volume propone per la prima volta in Italia un’ampia raccolta degli scritti di Burckhardt, dalle prime riflessioni degli anni Sessanta sui temi della democrazia e della pianificazione, sul design e sull’«industria della porta accanto», fino al dibattito degli anni Novanta sul paesaggio, sulle periferie e sulla marginalità urbana.