La comunità di Eranos, da Jung a Hillman
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giovedì 11 gennaio ore 18

L’infinita inquietudine dell’anima
In occasione dell’85° anniversario dei Convegni di Eranos (1933-2018)
incontro con Nino Aragno, editore, Angelo Benessia, avvocato, Riccardo Bernardini, segretario scientifico Fondazione Eranos, Fabio Merlini, presidente Fondazione Eranos, Gian Piero Quaglino, direttore Scuola di Formazione Permanente IPAP Ivrea, Bruno Quaranta, giornalista “La Stampa” e Augusto Romano, psicoanalista

La parola eranos, in greco antico, significa “banchetto”, un convivio che prende vita grazie ai contributi liberamente apportati dai commensali.
Nel 1933 nacque un moderno “Eranos” ad Ascona, sulle rive del Lago Maggiore.  È qui che prese vita il progetto di Olga-Fröbe Kapteyn (1881-1962): creare un “luogo di incontro e di esperienza”, un “libero spazio per lo spirito”, dove le filosofie orientali e occidentali avrebbero potuto incontrarsi e dialogare.  Il modello, che richiamava alcuni circoli del Rinascimento italiano o i cenacoli del Romanticismo tedesco, era quello di un convegno annuale, di carattere interdisciplinare e di respiro internazionale.
Fu soprattutto grazie all’influenza dello psicologo svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961) che gli incontri di Eranos si indirizzarono verso lo studio degli archetipi.  Eranos, da allora, è rimasto sempre vicino all’idea dell’archetipico come aspetto centrale della vita psichica, il cui lato arcaico e primitivo sembra mantenere le proprie caratteristiche nonostante i processi di civilizzazione.
A Eranos si radunarono molti tra gli studiosi più influenti nella cultura del XX secolo.  Unico centro congressuale internazionale attivo in Europa durante la guerra, ha anticipato di molti anni il tema odierno dell’interdisciplinarietà, offrendo un contributo straordinario alla storia intellettuale europea.

a cura di Nino Aragno editore e Fondazione Eranos