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NON ABBIAMO BISOGNO DI PAROLE

«Dove le parole non arrivano è la musica che parla» diceva Beethoven.  Una rassegna in cui la voce, dove presente, diventa uno strumento musicale, e il cantato una lingua antica, le cui parole non hanno alcun preciso significato se non quello di un mantra .A cavallo tra funk meticcio, rare groove, psychedelia, jazz modale e world music, Non abbiamo bisogno di parole attraversa paesi e suoni del mondo, fuori dalle rotte tradizionali.  Dall’Italia al Marocco passando dagli States, mescolando il suono del jazz europeo con ritmi africani, i suoni funk con le musiche da ballare.  I protagonisti, I Hate My Village, Laraaji con Tomat/Petrella, Colin Stetson e Paolo Spaccamonti (anteprima Jazz is Dead 2019) e The Master Musicians of Jajouka led by Bachir Attar.

ingresso singolo concerto € 10
abbonamento rassegna Non abbiamo bisogno di parole € 30
biglietti in vendita al Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino) e online QUI
inizio concerto ore 21.30 | apertura porte ore 20.30
navetta gratuita Torino-Rivoli A/R (partenza ore 20.30 da piazza Carlo Felice, rientro al termine del concerto) su prenotazione 011 4326827 | info@circololettori.it

giovedì 21 febbraio ore 21.30
I Hate My Village
È la super band nata dall’incontro tra i talentuosi Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), entrambi appassionati di musica africana e curiosi di evolverne le sonorità con risultati sorprendenti.  Insieme al produttore Marco Fasolo (Jennifer Gentle) i due hanno coinvolto Alberto Ferrari (Verdena) rendendo l’esperienza ancor più magica ed originale.  Nasce così un suono nuovo e ipnotico, tra rimandi tribali e una tessitura ossuta, racchiusi in un album d’esordio per La Tempesta Dischi, in uscita il 18 gennaio e dal vivo al Circolo della musica.
biglietti in vendita al Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino) e online QUI

sabato 23 marzo ore 21.30
Laraaji con Tomat / Petrella [data unica italiana]
Laraaji è compositore, musicista, mistico e maestro della meditazione della risata, di stanza a New York.Brian Eno lo vede suonare una notte a Washington Square Park e lo invita a registrare un album per la sua seminale serie Ambient pubblicato nel 1980.  Davide Tomat è produttore, musicista e sound designer, che insieme a Gianluca Petrella, uno dei trombonisti più conosciuti al mondo, ha formato il duo Tomat / Petrella di base a Torino, ma internazionale per vocazione e cultura, che fonde elettronica contemporanea e jazz.  I tre artisti si incontrano, in data unica italiana, per guardare al futuro, e dimostrare che la musica non è solo accordi costruiti.
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giovedì 4 aprile ore 21.30
Colin Stetson (USA) e Paolo Spaccamonti [anteprima di Jazz is Dead]
Considerato una leggenda vivente per il suo talento innovatore, Colin Stetson ha collaborato con decine di artisti tra cui Tom Waits, Arcade Fire, TV on the Radio, Feist, Bon Iver e The National.Nel 2008 ha pubblicato il suo primo album solista ed è entrato nella short-list dei finalisti per il Polaris Music Prize.Originario del Michigan, è anche autore di colonne sonore tra le quali il premiato film Hereditary di Ari Aster e il suo ultimo disco All This I do For Glory è un capolavoro d’avanguardia.Sul palco con Paolo Spaccamonti, chitarrista torinese e compositore di ricerca, il concerto è l’anteprima di Jazz is Dead.
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lunedì 6 maggio ore 21.30
The Master Musicians of Jajouka led by Bachir Attar
Definiti da William S.Burroughs la band più antica del mondo, The Master Musicians of Jajouka rappresentano una delle prime icone della controcultura occidentale degli Anni Settanta.  Conquistano la fama con il primo album, prodotto dai Rolling Stones, e con una musica dal forte potere spirituale che la leggenda vuole sia stata donata da un missionario islamico.  Diretti da Bachir Attar, dopo aver suonato ovunque nel globo terrestre, diventando il gruppo islamico più registrato al mondo, comparendo in moltissimi documentari ed ospitando nel loro villaggio personaggi come Ornette Coleman, Mick Jagger e Talvin Singh, sono al Circolo della musica per continuare a trasmettere questa antica tradizione ai contemporanei.
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