Wallace Experience
27
Ago

mercoledì 12 settembre dalle ore 18

È il tributo a David Foster Wallace del Circolo dei lettori e di Davide Ferraris, Sara Lanfranco e Francesca Marson.
È un pomeriggio di incontri e una speciale serata dedicati al tormentato genio di Infinite Jest.  È il racconto spericolato di una vita attraverso frammenti, digressioni, ricordi.
È l’esplorazione di un linguaggio lungo, scivoloso, dolente.  È anche avventurarsi nelle sue fissazioni, come il tennis e la matematica,la politica, è conoscerlo e riscoprirlo, triste, comico, commovente, assurdo, con tanti ospiti e con chi l’ha conosciuto.

È mercoledì 12 settembre, a 10 anni dalla morte dello scrittore.

Dalle 18 alle 21 si snoda una MAPPA ESPERENZIALE per le sale del Circolo, con:
Antonio SgobbaContro il fatalismo  _ Ritratto del filosofo da giovane
Maurizio Codogno: Una cultura è meglio che due _ DFW e la matematica: una relazione particolare?
Martino Gozzi: Il tennis come esperienza religiosa
Hamilton SantiàDi cosa ridiamo quando non c’è più niente da ridere _ L’ironia, la politica e la cultura pop in David Foster Wallace

In sottofondo, il DJ SET SPIEGATO AI BIANCHI, una selezione Soul, Blues, Blue Note e tanto, tantissimo Rap, il più nero che c’è, a cura di Maurizio Amendola.  Perché la black music, e lo diceva DFW, è «spirito e il nutrimento vitale del pop americano», talmente potente da travolgere l’industria dello spettacolo gestita dai bianchi.  Che suono ha l’onda che spazza via tutto quanto?

Dalle ore 21.30 al via la SPECIAL INDIE NIGHT (ingresso € 5), racconto curato da Davide Ferraris, Sara Lanfranco e Francesca Marson, mix di linguaggi, video, musica e oralità, che vede tra i protagonisti Marco Cassini, editore di SUR e già fondatore di minimum fax, casa editrice che ha portato in Italia le opere di Wallace, facendolo scoprire al pubblico italiano; Marta Ciccolari Micaldi La McMusa, blogger esperta di americanistica e voce narrante di Edizioni Black Coffee, in collegamento insieme ai Book Riders dal campus della Illinois State University di Bloomington, dove Wallace insegnò dal 1993 al 2003; Michele Orti Manara, autore di Il vizio di smettere, pubblicato da Racconti edizioni, ci farà entrare nell’anima dei racconti di DFW; Mario Capello, editor di Einaudi e autore di L’appartamento (Tunuè) ci darà tre motivi per cui non possiamo assolutamente perderci la lettura di Infinite Jest; e ancora Giulia Muscatelli, curatrice di Brave con la lingua (Editori Riuniti) che racconta Questa è l’acqua attraverso delle speciali Instagram Stories.

Tra un discorso e un altro, l’APERITIVO SPECIALE DI BARNEY’S, il bar del Circolo dei lettori, per celebrare lo scrittore americano, con l’allestimento dedicato, drink e junk food a € 10 (prenotazione consigliata 011 4323700).

Ma perché dedicare un tributo a David Foster Wallace?
Perché ci ha spezzato il cuore con affermazioni come questa: «A me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata.  E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant’anni, non ci sarà nessuno.  (…) E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti.  E anche alla nostra smania di sperperare le cose».Perché, dopo aver letto Infinite Jest, abbiamo sentito il bisogno di telefonare a qualcuno, troppa era la solitudine che scaturiva da quelle pagine.  Perché poteva scrivere di qualsiasi cosa – tennis, dipendenze, medicina, vita di tutti i giorni – e insegnava comunque come l’ironia, che utilizziamo spesso a sproposito, maschera i nostri veri sentimenti.  Perché, anche se la parola “genio” è abusata, a lui si addice a pennello: ci ha sorpresi sempre, con le sue parole e con il potere di una rara immaginazione.Perché è stato un insegnante pieno di riguardi, paziente, mentre ci svelava le verità più ciniche e fredde nascoste dentro i cliché.