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GIORNO CINQUE
dalla macchina da scrivere
Nella mia famiglia, quando io ero piccola…

avevamo un sogno: CHE TUTTI I BAMBINI
DEL MONDO E SOPRATTUTTO LE BAMBINE POTESSERO
STUDIARE!!!
mi piacerebbe che il benessere fosse bene dell’umanità.
pensa con la coda tutto apparirà chiaro
Siamo davvero alla frutta.
dalla casella email scrivilo@circololettori.it
Nella mia famiglia, quando io ero piccola…
Non da piccola, ma dalla notte buia dei tempi antichi, forse ero embrione, intravidi, attaccata alla placenta della zolla, innervata nei Monti della Laga, tra ortiche selvatiche e bacche odorose di ginepro, la coda inglobata all’uropatagio, di una nottola.
Era crepuscolo, credo andasse a caccia di falene, tra lo slanciarsi bianco dei pioppi e un largo rio dove dicono riposino le Ore. Ero difatti a Oriente alla salita che forse menava tra strettoie di senso e il respiro largo dell’ultimo sole alla casa di Atena, La Sapienza. Tra la paura del volteggio e l’ansia di arrivare in quella stanza, mi si affacciò l’immagine della donna con la schiena ricurva sulla spola. Poteva essere Penelope con la tela caduta a terra di Laerte, ma il singhiozzo spezzato in gola per il biondo sposo mi trascinò d’un balzo vicino al caprafico, dove per poco non morimmo mutilate. Vidi il fango della terra bruna coprire il corpicino di Astianatte; era bianco di latte, morì nella lallazione della madre.
L’ingombro del mio andare divenne greve, il peso della storia sulle spalle, il testimone del latte si rapprese; divenne grumo di sangue, il suo sapere.
Emisi a fiotti di parole il verbo antico dei miei Greci, dove la nottola ai piedi di Atena mostrò qualche centimetro di coda. Il suo sguardo blu portò la notte sulla Montagna dei miei pastori; parlavano alla luna…forse rispose?
La domanda si è ficcata dentro il petto. Sono molti i secoli d’attesa.
Siamo fuori dal tempo qui lungo i tratturi che videro le genti transitare; il ristoro dei fiumi alla calura estiva, lo stemperarsi del gelo a Primavera non danno riposo alla lena del cercare.
Attaccata alla coda del binario, ultima e prima donna della Storia, il cielo capovolto piange il sangue delle donne sacrificio della guerra.
Ora che so di greco e di latino, il mondo antico trascorre nelle vene.
La coda della nottola di Atena mi lega come ponte a un mondo rovesciato.
Qui, sulle alte mura sale un sapere sprofondato nei Notturni di Saffo e Alcmane.
Giovanna Albi