Il progetto – selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e coordinato a livello nazionale dalla Cooperativa Dedalus di Napoli – pone al centro la bellezza, intesa come bussola che orienta e illumina l’agire pedagogico ed educativo, e che consente di trovare risorse anche dentro le fragilità e di produrre convivenza e inclusione.
Obiettivo del progetto è trovare e valorizzare la bella presenza che si nasconde sia nelle storie scolastiche, familiari e nelle individualità di tanti giovani “scartati”, sia nei territori prevalentemente spiegati attraverso le loro fragilità. Non un’opera di negazione, ma la ricerca dell’equilibrio possibile tra attenzione e cura dei disagi e la capacità di individuare e attivare capacità e ricchezze dei singoli e dei contesti, che possono produrre emancipazione e sviluppo.
Si intende promuovere comunità educanti capaci di prevenire, contrastare e rimuovere il disagio, attraverso azioni a supporto delle carriere scolastiche più fragili, agendo sulle cause che alimentano la povertà educativa, sostenendo partnership tra scuola e territorio, aumentando e migliorando la qualità di opportunità educative.

LE 12 AZIONI DEL PROGETTO

1. Aver cura di noi: coordinamento fra partner

Pur avendo chiaro funzioni e responsabilità di governo e gestione, l’organizzazione garantirà la partecipazione democratica dei partner alle diverse sedi decisionali di indirizzo, programmazione e valutazione, aumentando così il senso di appartenenza di ogni attore e per stabilizzare legami e collaborazioni come condizione fondante della sostenibilità del progetto. Anche per evitare il rischio di perdere i livelli di condivisone e integrazione responsabile e partecipata, anche sul piano emozionale e di investimento. Un lavoro che garantirà alla partnership di essere vissuta come luogo democratico e attento alla crescita collettiva, all’esterno non come “rete di interesse” ma come insieme organizzato e ben funzionante di culture, professionalità e investimenti.

2. Che voto ci diamo: valutare l’efficacia

La valutazione di impatto diventa essenziale per misurare non solo l’efficacia delle azioni realizzate, ma anche per definire se i saperi che da esse derivano possono diventare materiale privilegiato per la definizione di metodi operativi replicabili a livello locale e anche per l’elaborazione di indirizzi e proposte di policy nazionale.

3. Essere presenti a se stessi: ritrovare identità e relazioni

In tutte le attività, le dimensioni della bellezza e dell’ascolto delle aspirazioni sono considerate elemento chiave per generare presenza, protagonismo, recupero dei legami tra la scuola, gli alunni e le loro famiglie.

4. Fare alleanza: condividere metodo di lavoro e operatività

Azioni di co-costruzione di presidi ad alta intensità educativa, per fare della rete un’alleanza di senso, curando le relazioni e i legami, anche affettivi, tra partner, con anche la sottoscrizione formale di un patto di impegno e condivisione su finalità e metodi.

5. I mattoni della scuola sono le relazioni

Azioni per co-costruire un nuovo patto educativo

6. Io ci sono e sono pubblico: essere cittadini attivi

L’attivazione di percorsi di conoscenza e coinvolgimento concreto su appartenenza, diritti, doveri, responsabilità e partecipazione ha come obiettivo la formazione, l’orientamento e l’operatività, per alunni e famiglie, intorno ai temi di cittadinanza attiva e relazione positiva con lo spazio pubblico. Per recuperare così un’identità centrata sul sentirsi cittadino che non si limiti alla delega della propria rappresentanza ma recuperi la bella presenza.

7. La bella didattica: creare percorsi didattici innovativi

La metodologia di tutte le attività sarà basata su cooperative learning, peer education, role play e sulla creazione di un clima di lavoro empatico. Le attività forniranno alla scuola strumenti di contrasto alla marginalizzazione, alla dispersione e al disagio scolastico e culturale.

8. Le famiglie presenti: stare insieme

La presenza delle famiglie è indispensabile per il successo degli interventi contro la dispersione scolastica e a favore di un legame positivo tra figli e scuola. Il progetto propone azioni tese a favorire l’”autoriflessione” in merito alla relazione genitori/figli/scuola, sostenere il recupero e il rinforzo delle risorse e delle competenze genitoriali, costruire uno spazio che faciliti la partecipazione attiva ai processi educativi e nel contesto scolastico/sociale.

9. Mi metto in gioco: aggiornarsi e contaminarsi a vicenda

In una complicata relazione tra scuola e mondo del lavoro, tra domanda e offerta, la disponibilità ad aggiornare le pratiche, a uscire dai setting tradizionali e a essere aperti alla contaminazione reciproca diventa punto di partenza indispensabile per tutti gli attori in campo: la scuola, gli studenti e le loro famiglie, il mondo delle imprese.

10. Narrazioni e megafoni: da attività a laboratori

Il progetto ha tra le sue finalità quella di trasformare le attività in laboratorio per la produzione di pratiche innovative e proposte Associazione A Voce Alta.

11. Ripensare i luoghi: saldare il legame identitario con il contesto

Connettere l’innovazione delle didattiche al recupero di un legame identitario ed emozionale con il contesto di vita significa promuovere una relazione positiva tra alunni, famiglie e spazio pubblico, come pre-condizione per la costruzione di una comunità davvero educante alla cittadinanza attiva. Le attività proposte, inoltre, si pongono come interventi di cambiamento personale e sociale, attraverso una metodologia che, in coerenza con l’offerta formativa delle scuole coinvolte, preveda accoglienza, scambio, valorizzazione delle risorse, rendendo alunni, genitori e docenti protagonisti del cambiamento.

12. Strada facendo: promuovere competenze e talenti, dentro e fuori la scuola

Tutte le attività mirano a ridurre le distanze tra scuola e studenti più in difficoltà, creando connessioni e coerenza, nella percezione dei ragazzi, tra vita, studio e desideri.

13. Tenere la rotta: monitorare il progetto

La complessità del progetto obbliga a navigare in mare aperto, fuori dai porti sicuri, ma al tempo stesso limitanti, dei protocolli tradizionali dell’intervento scolastico educativo. “Tenere la rotta”, dunque, è fondamentale per valutare in itinere sia la coerenza tra piano di azione, tempi e risultati attesi, sia la capacità del progetto di impattare sul contrasto della povertà educativa. A tal fine si predisporrà la progettazione e messa in opera del sistema di monitoraggio del progetto.

Essere presenti a se stessi

Ritrovare identità e relazioni con la comunità

Essere presenti a se stessi, la terza delle 12 azioni del progetto, affidata alla Fondazione Circolo dei lettori, con la curatela artistica di Gabriele Vacis e Roberto Tarasco, dura 48 mesi e si sviluppa in Campania, Toscana e Piemonte. Struttura in maniera trasversale attività sui temi della bellezza e della presenza intesa non come forma esteriore ma come consapevolezza nei giovani della propria identità e della propria possibilità di partecipare.
L’obiettivo è produrre cambiamento facendo emergere quella bella presenza che spesso rimane nascosta nelle storie di vita, personali, scolastiche e familiari, per restituire riconoscimento alle aspirazioni di tanti giovani privati non solo di futuro ma della stessa possibilità di cittadinanza. Le attività sono condotte per valorizzare le singolarità, anche le più fragili, ma sempre all’interno di pratiche per tutti e tutte perché solo attraverso il confronto e il dialogo si dissolvono pregiudizi.

Le attività in programma:

  • videotutorial _ I ragazzi sono coinvolti nella produzione di un video che funga da esempio e che ciascuno poi possa realizzare in autonomia nella propria scuola. I colloqui girati vengono presentati in un incontro pubblico e, in seguito, raccolti dalla Fondazione Circolo dei lettori che insieme a Gabriele Vacis, Roberto Tarasco e Daniele Muratore li userà come canovaccio per la scrittura di un copione utile ai fini dello spettacolo.
  • laboratori e conferenze a scuola _ Momenti di confronto e lavoro in classe con Gabriele Vacis e Roberto Tarasco favoriscono la consapevolezza del corpo e della presenza attraverso l’esplicazione di pratiche già applicate e sperimentate dall’Iistituto di pratiche teatrali per la cura della persona.
  • film _ I ragazzi che hanno partecipato ai laboratori e che hanno appreso metodi e pratiche lavoreranno alla realizzazione di un film i cui contenuti saranno formati dai materiali video raccolti nei mesi di lavoro.

 

Videotutorial

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