Spontanei, indipendenti, liberi. Sono gli scarabocchi, parole mal scritte, illeggibili, che ricordano delle macchie, segni strampalati e casuali. I bambini scarabocchiano quando non sanno scrivere o tentano di imitare la grafia dei loro fratelli più grandi, ma anche gli adulti lo fanno, magari sovrappensiero mentre sono intenti in altro.

Gesto semplice e schietto capace di sfuggire al controllo della mente, lo scarabocchiare è ricco di significati inattesi, indagati in un festival per bambini e famiglie, ideato e realizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori e dalla rivista culturale doppiozero, patrocinato dalla Città di Novara.

In programma laboratori per bambini (dall’immaginazione può nascere qualsiasi cosa); laboratori per adulti (quando non è importante l’età che hai, ma solo la voglia e la curiosità che ci metti), laboratori per tutti (farlo insieme è più bello), laboratori per le scuole; lezioni (incontri per riflettere e ragionare insieme sui segni che lasciamo, sui grandi maestri dello “scarabocchiare”, sulle tecniche e sui significati); i luoghi del fare (all’aperto, nel cortile del Broletto, laboratori e attività continuative per i più piccoli, con macchine, stampati 3D, bioplastiche, piatti e pennarelli).

Gli scarabocchi sono molto di più e di diverso di parole mal scritte, illeggibili, di macchie arrotolate sovrappensiero su un foglio.

Le edizioni

2018 | Scarabocchi

Cosa sono esattamente gli scarabocchi? Il ponte che unisce disegno infantile e scrittura adulta? L’etimologia della parola è assai incerta: secondo alcuni vocabolari deriva da scarabotto, «scarafaggio», a detta di altri viene da un termine francese, escarbot, che è la fusione di due parole: escharbot, «scarafaggio» e escargot, «chiocciola»; un linguista, Giacomo Devoto, vi vede invece l’incrocio di due termini, escharbot, «scarafaggio» e scarabèo; la ragione risiederebbe nella forma che hanno di solito le macchie nella scrittura scarabocchiata: l’impronta di uno scarabeo.
Gli scarabocchi rivelano una sorta di natura animale del bambino, ma anche vegetale (gli scarabocchi richiamano la forma di rami, foglie, fronde, cespugli), se non addirittura minerale, per via dell’origine degli inchiostri, un tempo prodotti ricorrendo a pigmenti di origine minerale. In ogni caso, lo scarabocchio rende evidente una condizione che sembra valicare — o precedere — quella umana, o meglio dell’uomo adulto.