Cosa manca al nostro tempo dell’effimero?
Forse un paradigma interpretativo, ancorato alla memoria del passato ma capace di orientare il futuro. Perché la storia non è un fluire incessante: se si trovano adeguati strumenti di lettura, noteremo l’esistenza di avvenimenti che offrono occasioni per riflettere sulla vita collettiva.
La cassetta degli attrezzi la mettono a disposizione i classici, libri che non offrono soluzioni semplificate, ma ripropongono antichi dilemmi, non presentano un’immagine unilaterale ed edulcorata dell’uomo e del mondo, ma danno da pensare.

Da questa idea nasce il Festival del Classico, lezioni, dialoghi, letture, dispute dialettiche, presentazione di libri, spettacoli teatrali, alimentati dalle parole della letteratura e della filosofia, sullo sfondo della storia. Il presidente onorario della rassegna è Luciano Canfora; Ugo Cardinale e Massimo Arcangeli i curatori.

Un festival per andare verso il futuro con lo sguardo ben ancorato al passato.

Le Edizioni

2020 | Homo sive Natura: guerra, pace, malattia nella spirale della storia

Guerra e pace: un binomio indisgiungibile quando si analizza l’ambivalenza della natura umana e il cammino della storia. La guerra e la violenza sono insite nell'uomo al pari della pace e del bene. Questo emerge nel poema omerico, la prima rappresentazione della guerra nella letteratura che sembra celebrare la forza che manifesta, accanto al dispiegarsi tragico della violenza, lo sgorgare delle “lacrime” e i segnali della pietà e dell’amore, annuncio del bisogno di pace. Il terzo appuntamento del festival riscopre invece un antagonismo differente, che mette in relazione la Guerra, la Pace e la Malattia e al centro del dibattito la Storia, ricettacolo di guerre, epidemie, conflitti, ma anche di anelito alla pace.
Nel corso dei secoli l'uomo si è trovato a interrogarsi sul concetto di Pace, come tregua temporanea o pace perpetua, sulla Guerra, rivelazione della natura belluina dell'uomo o sostanza di antiche antinomie insolubili, sulla Malattia, oscura metafora dell’imponderabile e dell’impotenza.
Nella libertà di risposta rispetto alle grandi domande della vita sta proprio l’essenza della civiltà greca, che ha sviluppato in modo problematico questi dilemmi di sempre nell’epica, nella tragedia, nella filosofia e ha lasciato questa eredità anche al mondo romano.
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2019 | La verità ci renderà liberi

La verità ci renderà liberi: un augurio e una speranza.
Siamo abituati a percepire un potere che occulta gli arcana dominationis, che viene sentito come ingannevole e oscuro, ma mai come in questo tempo sentiamo il bisogno di trasparenza e di affermare il diritto alla verità contro le falsificazioni.
Ma quale verità?
La parola rimanda agli albori della cultura greca quando irruppe sulla scena nella ricerca di una via lontana dal cammino consueto degli uomini e divenne poi protagonista dello scontro tra Socrate e i sofisti durante il primo esperimento di democrazia in Atene.
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2018 | Res publica. Il potere dei cittadini

In questo tempo di incertezze - politiche, sociali, esistenziali - da più parti si avverte il bisogno di interrogare il passato. L'obiettivo non è cercare facili ricette, ma ritrovare il “pensiero lungo” delle riflessioni durature e affrontare con maggior consapevolezza i problemi del presente e i dilemmi irrisolti della res publica.
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