A LIBRO APERTO
il Book Party del Circolo

un libro, il posto necessario e il tempo giusto, per restare tra le pagine

 

C’è chi è arrivato con un romanzo da 600 pagine e grandi ambizioni. Chi con un tascabile e un ventaglio, pronto per ogni evenienza. C’è chi, dopo dieci minuti, aveva già cambiato posizione tre volte, chi si è commosso, chi si è distratto e chi si è emozionato. E poi c’è stata la cosa più importante di tutte: un’occasione per spegnere i telefoni un’ora, un regalo da gustare, l’opportunità di dedicarsi un po’ di tempo per rallentare e buttare il naso tra le pagine. 

Con A libro aperto abbiamo attraversato diversi luoghi della città per dedicarci a qualcosa che amiamo e che troppo spesso rimandiamo: leggere. In compagnia, ma ognuno con la propria storia.

Il primo incontro si è svolto durante i giorni del Salone Internazionale del Libro di Torino, in collaborazione con la Pinacoteca Agnelli. Fuori, la città era attraversata dal consueto fermento di una delle settimane più amate da chi legge. Ci siamo seduti accanto agli altri, ma ciascuno con il proprio libro e il proprio ritmo. Qualcuno aveva scelto di immergersi subito nella lettura, qualcun altro si è preso qualche minuto per osservare lo spazio, sfogliare le prime pagine e trovare il punto da cui iniziare. Poco alla volta le voci si sono abbassate, i movimenti si sono fatti più lenti e l’attenzione si è concentrata tutta lì, sulle storie.

In mezzo ai giorni più intensi dell’anno per il mondo del libro, ci siamo regalati un momento insolito: non parlare di lettura, ma leggere. Senza appuntamenti da raggiungere, senza programmi da seguire, senza la sensazione di dover correre da una parte all’altra. Ad accompagnare l’incontro è stata Silvia Pevato, la curatrice di A libro aperto per il Circolo, che lo ha aperto e chiuso con alcune letture di Elsa Morante. Le sue parole hanno fatto da cornice a quell’ora sospesa, intrecciandosi al tema dell’edizione del Salone e ricordandoci quanto la letteratura sappia ancora offrirci spazi di immaginazione, ascolto e scoperta.

Il secondo appuntamento è stato a Villa della Regina, lassù in collina da dove si vede la Mole e tutti quegli amati tetti, in una mattina di fine maggio che sembrava fatta apposta per stare all’aperto.
C’era chi si è subito sistemato sotto gli alberi, chi cercava un punto da cui guardare la città, chi girava qualche minuto con il libro in mano prima di scegliere dove fermarsi. Una volta trovato il posto giusto, è arrivato il silenzio. Non un silenzio assoluto: sentivamo il vento tra le foglie, qualche uccello, il rumore di vie e piazze, lontano.

Così, stavamo tutte e tutti lì, sedute a pochi metri l’una dall’altra, eppure completamente immersi in differenti mondi e dimensioni. Romanzi, saggi, racconti, classici e letture appena iniziate. Qualcuno scorreva con lo sguardo rapidamente tra le pagine, qualcuno si fermava a guardare il panorama, ognuno padrone del proprio tempo, fortunato vincitore di una breve pausa dai ritmi incalzanti della quotidianità.

Quando è arrivato il momento di parlare, il passaggio è stato naturale. I libri che fino a poco prima erano rimasti chiusi tra le mani hanno iniziato a circolare nelle conversazioni attraverso le nostre voci. Sono arrivati i titoli e i personaggi, entusiasmi difficili da contenere, domande, confronti, curiosità. E anche, forse soprattutto, tanti spunti e riflessioni su quello speciale stare insieme. A guidare lo scambio c’era Lorenzo Berto (@fauna_letteraria), che ci ha accompagnati dentro lo spirito di I duellanti, il torneo letterario che avrebbe preso vita poche settimane dopo proprio negli spazi di Villa della Regina. L’idea è semplice e irresistibile: mettere in sfida alcuni grandi classici della narrativa e difenderli con passione. Così, tra una riflessione e un consiglio di lettura, abbiamo iniziato a chiederci quali libri saremmo stati pronti a sostenere fino alla fine, e quali storie, tra tutte, meritassero davvero di restare in piedi dopo ogni duello.

Per il terzo appuntamento siamo tornati a casa, al Circolo. Dopo il verde del giardino e l’orizzonte aperto della collina, ci siamo ritrovati negli spazi familiari della sala grande. Un’atmosfera diversa, non meno rilassata. Anzi: c’era qualcosa di piacevole nel vedere le stanze abitualmente attraversate da incontri e presentazioni trasformarsi, per un’ora, in una grande sala di lettura condivisa.
Ci siamo sistemati, a terra e dove volevamo, circondati tra i riflessi iridescenti prodotti dai cristalli del lampadario. Poi, ancora una volta, è sceso il silenzio e le pagine hanno preso il sopravvento.

Ogni tanto qualcuno alzava gli occhi dal libro per osservare fugacemente le persone attorno. Un gesto quasi inevitabile: la curiosità di vedere che cosa succede quando tante persone stanno facendo la stessa cosa e, allo stesso tempo, qualcosa di completamente diverso.

Lo spunto del Premio Strega Tour ha aggiunto un ulteriore filo conduttore alla conversazione finale. Si è parlato di libri amati e libri scoperti, di autori da recuperare e di quelli che tornano sempre sugli scaffali di casa. 

Con quella leggerezza e la gioia che nasce quando si condivide qualcosa di bello. Insieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, il discorso si è allargato alle storie che abitano i libri e a quelle che, più silenziosamente, vivono intorno a loro. A partire dal suo Romanzo privato (Mondadori), sono emersi ricordi e aneddoti legati a Maria Bellonci, alla nascita del Premio Strega e alle persone che negli anni lo hanno attraversato. Per qualche minuto, accanto ai libri che avevamo tra le mani, sono comparsi anche quelli che hanno segnato la storia della letteratura italiana recente, raccontati da una prospettiva insolita, fatta di incontri, conversazioni e vicende spesso poco conosciute.

L’ultimo appuntamento (per adesso!) è arrivato insieme al giorno più lungo dell’anno. Salire alla Pista 500 della Pinacoteca Agnelli significava lasciare il traffico e il rumore qualche piano più sotto e ritrovarsi in uno spazio sospeso, con il cielo aperto sopra la testa e Torino tutt’intorno.

All’inizio, ad avvolgerci, c’era ancora la luce densa del tardo pomeriggio di giugno. Poi, lentamente, il sole ha iniziato a scendere e tutto ha cambiato colore: i tetti della città, le pagine dei libri, le fotografie, i volti di lettrici e lettori.
Mentre il cielo si trasformava, qualcuno voltava le ultime pagine del proprio libro, qualcun altro iniziava un nuovo capitolo sapendo che sarebbe stato difficile finirlo in tempo. Intorno, la città continuava la sua giornata. Noi, per un po’, siamo rimasti lì.

 

Alla fine delle letture sono arrivate le parole, come era successo negli incontri precedenti. Impressioni, immagini, domande nate durante quell’ora trascorsa insieme. Senza fretta. A guidare la conversazione conclusiva è stata Valeria Fioretta (@gynepraio), che ha raccolto e rilanciato pensieri, suggestioni e piccole scoperte emerse dalle letture. Non tanto una discussione sui libri appena chiusi, quanto un modo per prolungare ancora un po’ quel tempo sospeso, condividendo ciò che le pagine avevano lasciato addosso mentre il sole scompariva dietro i tetti della città.

E forse è proprio questa la cosa che resta guardando le fotografie dei nostri Book Party (le trovi tutte qui!): non soltanto i luoghi, ma il tempo e la calma che ci siamo concessi. Un tempo sempre più raro, dedicato a leggere senza interruzioni, accanto ad altre persone che avevano scelto di fare esattamente la stessa cosa. Con libri diversi, naturalmente. Per fortuna. 

E adesso?
Adesso ci fermiamo per l’estate. O almeno ci proviamo.

Perché, a dirla tutta, con A libro aperto ci abbiamo preso gusto. Ci piace vedere persone che leggono insieme, ci piace scoprire luoghi nuovi attraverso i libri e libri nuovi attraverso le persone. Ci piace, soprattutto, ritagliarci uno spazio in cui non serve fare altro che stare lì, leggere e lasciare che il tempo rallenti un po’.

Per questo torneremo in autunno con nuovi appuntamenti, nuove storie, qualche sorpresa e altre occasioni per spegnere le notifiche e aprire un libro.

Se vuoi essere tra i primi a scoprire date, luoghi e novità, puoi iscriverti alla newsletter della Fondazione Circolo dei lettori!


📍 se hai domande, curiosità, riflessioni, o magari vuoi suggerire la prossima tappa del Book Party, scrivi alibroaperto@circololettori.it