Quel libro tutto mio.
L’impegno della Fondazione per le scuole

Viviamo in un momento storico molto complesso e ora più che mai pensiamo che ci sia bisogno di dare attenzione ai bambini e ai ragazzi. Siamo convinti che la cultura offra delle chiavi per affrontare il presente e questo è quello che ci muove. È quindi fondamentale mettere in campo le nostre competenze e le nostre risorse per questo fine. Abbiamo reputato importante aprire i nostri spazi agli studenti e alle classi, soprattutto a quelle non situate nel circondario. Sono tantissime le scuole che hanno risposto, ed è stato più di uno, tra bambini delle elementari e delle medie, ad arrivare con in mano il volume fornito da noi e dirci: «Questo è il mio primo libro tutto mio».

L’organizzazione di queste attività parte con la nostra comunicazione sulla programmazione che arriva ai dirigenti scolastici e ai dirigenti. Una volta consultate le attività, possono scegliere quelle che più gli interessano e prenotarsi: tutte le attività sono gratuite e laddove si tratti di presentazioni editoriali, che quindi prevedono la lettura preventiva del libro, siamo noi a fornire le copie per ogni studente, direttamente negli istituti scolastici che ne fanno richiesta. Per questo motivo ovviamente c’è un limite di capienza, ma le attività sono fruibili per tutti e coprono le classi dalla primaria alla secondaria di secondo grado.

Questo lavoro con le scuole è ripartito a ottobre dello scorso anno. È stato un po’ un esperimento riattivare i contatti con le classi e i docenti, la risposta è stata molto positiva, anche se non sempre siamo riusciti ad accontentare tutti: alcune volte abbiamo sdoppiato gli appuntamenti in duplice orario per consentire a più classi di partecipare. Sicuramente il valore aggiunto è stato quello di portare al Circolo le classi e quindi in un contesto molto diverso da quello dell’aula o dell’auditorium. In molti non erano mai stati in questo luogo e non sapevano che cosa fosse. E dunque essendo l’esperimento risultato positivo quest’anno replichiamo.

Abbiamo una serie di appuntamenti che sono simili a delle lezioni e prevedono anche un momento di interazione sui temi più svariati; dalla scrittura, all’attualità, alla storia, alla filosofia, ed è un modo per trattare argomenti extracurriculari con un approccio un po’ meno tradizionale. Poi ci sono una serie di presentazioni editoriali in cui vengono invitati autori e autrici che presentano ai ragazzi le novità editoriali. Chiediamo ai ragazzi di arrivare avendo già letto il libro per poter incontrare gli autori e un po’ fare domande. In molti sono curiosi proprio su come si scrive un libro, sull’idea, su cosa sia l’ispirazione.
Da quest’anno c’è una sezione nuova, che è curata da Lorenzo Baravalle Lorenzo Pregliasco e parte dal podcast Qui si fa l’Italia; ripercorre momenti importanti della storia italiana, anche quelli che spesso a scuola non si trattano perché dopo la Seconda Guerra Mondiale non si riesce ad arrivare. Inoltre spiegano anche un po’ come si costruisce la puntata di un podcast. Un’altra collaborazione legata all’attualità e alla geopolitica è con gli analisti e le analiste di LIMES.

L’idea di trattare così l’attualità è quella di generare un’offerta plasmata sulla lente di chi può osservarla, in questo caso quella dei ragazzi. Forse noi, alla loro età, non ci dovevamo porre certe domande su guerre e situazioni politiche. La questione però è quella di legittimare ogni fascia di età per quella che è, non di escludere campi di conoscenza, ma di tradurli, nel loro linguaggio senza banalizzarlo, limitarlo o edulcorarlo.
Come dicevamo prima, è davvero importante per noi arrivare a tutti i tipi di scuole, perché è vero che non tutti si parte dallo stesso punto. E provare a rimettere un po’ più in asse i punti di partenza rende la corsa un po’ più equa. Quest’anno le collaborazioni sono molto ricche: con la Pinacoteca Agnelli, che ha incontri dedicati a Alberto Savinio; il Museo Nazionale del Cinema per scoprire come il cinema racconta le opere letterarie; con il Museo del Risparmio alla scoperta dei meccanismi della disinformazione; con la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro per avvicinare le nuove generazioni ai temi della salute e della ricerca. Ma è possibile consultare il programma completo sul sito della Fondazione Circolo dei lettori.

Uno dei momenti più toccanti riguarda un ragazzino di circa 11 anni. Era una mattina prima di un appuntamento con gli autori e appena ci ha visto è venuto da noi con il suo libro e ha detto: «Io vi ringrazio perché questo è il mio primo libro» però lui era convinto che tra di noi ci fosse l’autrice del libro e quindi ha chiesto se gli potevamo raccontare come era stato scritto il libro. Gli abbiamo detto che l’autrice sarebbe arrivata a breve e che glielo avrebbe potuto chiedere direttamente. Allora lui è tornato al posto, ci ha pensato un attimo, poi è ritornato e ha detto «Comunque io vi dico grazie lo stesso anche se non lo avete scritto voi» ed era un bambino che poi durante l’incontro ha fatto tantissime domande.
È in quei momenti che prende davvero senso il nostro lavoro. Perché è tutto bello trattare la cultura, la letteratura, ma qui oltre ad essere bello è anche urgente. Molti di noi nella vita sono stati fortunati, perché tutto questo l’hanno avuto, ma queste attività per le scuole ci permettono di restituire qualcosa. Perché quel bambino si ricorderà per sempre di quel primo libro. Ed è un’opportunità, perché, se tu un libro non ce l’hai mai avuto, allora magari neanche lo sai che ti piace leggere.