Noi siamo gratitudine
In occasione dell’inaugurazione della XXII edizione di Torino Spiritualità, dedicata al tema Memento amoris, cinquecento persone si sono riunite nella chiesa di San Filippo Neri per dare vita a un’esperienza collettiva di gratitudine, a partire dalla poesia Ringraziare desidero di Mariangela Gualtieri. Guidati da cinquanta facilitatori, i partecipanti hanno condiviso ricordi, affetti e presenze significative, trasformandoli in nuove strofe da aggiungere alla poesia originale. Accompagnate dal violoncello di Lamberto Curtoni, le cinquanta composizioni si sono infine intrecciate in un’unica poesia collettiva.

Ringraziare desidero
per la pietra nell’acqua che si lascia levigare e cambiare;
per i bambini che da sotto il tavolo si guardano e si sorridono
e per il nipote peloso tra le margherite altissime
Ringraziare desidero
per le persone che ti tirano via dal buio e ti danno scarpe per arrivare fin qui
per Torino che è il mio qui e custodisce le radici che mi tengono unita in un modo che si sfalda
per la natura amica che prende la forma di un orto, per la fame dei gatti cui non bastano i topi per saziarsi e per la mia solitudine che mi tiene compagnia
Ringraziare desidero
per il profumo del caffè che ripara ogni risveglio
per il gesto gentile che è un dono inatteso
per le mie radici che mi hanno resa ciò che sono
nonostante tutto
Ringraziare desidero
per i ricordi che incendiano il buio
per la malattia che mi ha aperto il cuore
per questo tavolo rosso senza polvere, senza peso
Ringraziare desidero
per l’opportunità del risveglio mattutino
e il saluto alle piante,
per gli incontri e gli sconosciuti che verranno,
per il mio corpo e la mia mente così come sono
Ringraziare desidero
per lo sguardo di mio padre
e le parole dei figli
Per la baita dei nonni,
i solchi nel mais
e la luce della luna
Per le piante che
mi hanno permesso di tagliare loro i rami
e il privilegio di partire
Ringraziare desidero
per avere ancora la forza di avvicinare
la mia sedia e sentire l’altro
per il battito del cuore e dell’universo
perché quando l’eco del fuoco si spegne imparo l’arte più difficile: lasciare andare
Ringraziare desidero
per il rosso dell’alba e il coraggio della rinascita
per i riflessi ocra del tempio greco
perché ci ricordano le nostre radici
Ringraziare desidero la buccia d’arancia sulla stufa calda
e la scatola verde dei bottoni
la foglia piegata a forma di fiore
nel bosco di nuvole bianche
perché nella natura risorge lo spirito
Ringraziare desidero
per i miei cinque sensi attivi
per le stelle alpine che hanno riempito il me bambino
per il sud e la mia bicicletta
Ringraziare desidero
per tutto il male ricevuto, che ho trasformato in amore
per il seme inconsapevole, incredulo e potente
per i figli ricevuti, per quelli amati
e quelli immaginati
Ringraziare desidero
per la neve fresca polverosa,
per gli incontri inattesi, gli errori
per le piccole ombre che rivelano la luce
Ringraziare desidero per la prima stella della sera
per la luce che cancella il buio dell’anima
per il gatto a cui basta una carezza per apprezzare la sua vita di gatto
per la pagina bianca, per i pennelli e la carta, così cari, eterni compagni di vita
per l’arte dell’attesa e della pazienza
Ringraziare desidero per la malattia che fa crescere in consapevolezza
per i maestri che allenano gli occhi al bello e al buono
per le amorevoli mani dei nonni
per la festa di ogni ritorno
per la presenza gentile della fede, balsamo di molte ferite
Ringraziare desidero per l’intelligenza dei corpi che sanno funzionare
ringraziare desidero per le rivoluzioni e per le caselle bianche
ringraziare desidero per l’odore della lacca
Ringraziare desidero
per gli occhi lucidi di chi soffre, di chi si emoziona, di un figlio
per i treni notturni e i sentieri scoscesi nella natura selvaggia
per le amicizie che ci accompagnano e ci sostengono
Io ringraziare desidero
per il buio che illumina le stelle
per il blu che mi collega al cielo, al mare e alle nostre radici
per la valigia nella mano di mio padre che mi apre la strada verso il mondo
per le orecchiette che impasto con le mani di mia madre facendomi uomo
per quella voce che mi dice «Il caffè è pronto» e mi fa sentire a casa anche se la mia terra è lontana
Ringraziare desidero
per i ricordi che una canzone sprigiona
per l’orizzonte di luce che all’alba ritrovo
per la curiosità che mi spinge oltre
Ringraziare desidero
per l’amore che cura
per la meraviglia della buona sorte
che nel silenzio si fa musica
Ringraziare desidero
per la primavera che ritorna sempre
per il rossore che rende umani
per chi mi dice «Sì, ti capisco»
Ringraziare desidero
per il tempo condiviso che nutre le tante solitudini
ringraziare desidero per gli alberi antichi, presenze vive
per gli sguardi complici che incontro per la via
Ringraziare desidero
per le case che mi hanno accolta e tenuta e contenuta
per il mio corpo che sa esplodere e ricomporsi
per le mani che sentono e per i piedi che mi portano
Ringraziare desidero per quella pausa tra l’inspiro e l’espiro
la mia voce quando esce libera e senza sforzo
per la devozione delle api, il colore delle coccinelle, il fruscio di una nevicata
quando tutto torna all’inizio
Ringraziare desidero
per l’amore umano e animale, il faggio, l’albizia, il tiglio e l’ombra della quercia
per la scintilla nelle creature
il gusto di essere l’ultimo
quando
il buio mostra l’aurora
Ringraziare desidero
per l’orizzonte che mi rende una
quando incontro l’impegno
per le fioriture del silenzio
per Bolaño
Ringraziare desidero
per la funivia che mi porta in alto
per lo stupore e l’inaspettato
per i maestri inconsapevoli con o senza parole
Ringraziare desidero per l’acqua e gli alberi
per due mani che si stringono
per gli sconosciuti che ci fanno sentire vivi
Ringraziare desidero
per gli inciampi e il giorno dopo gli inciampi
per questa postura di inesauribile gratitudine
che fa del cammino una costellazione di costruzioni silenziose
Ringraziare desidero
per i sassolini del mare che sono vivi
e per il tramonto che illumina le vette dei monti
per le sue cose di troppo che scombinano la casa
e riempiono la vita
per gli occhi di mia madre,
lontani,
che parlano più di mille voci
Ringraziare desidero
per il profumo dei miei
per i cuori in più
ovunque colonne
perché sennò «boom» crollerei
Ringraziare desidero
per la mano che mi tiene a galla
per la terra umida e soffice
che mi sostiene
Ringraziare desidero
per il coraggio di ogni passo
compiuto nonostante
per la tenerezza e la vulnerabilità delle intime confessioni
per il dolore che cambia forma e la bellezza dei dettagli che salva
Ringraziare desidero:
per la linea 4
e i suoi passeggeri partigiani di diverse umanità
ringraziare desidero per i figli a cui doniamo radici e ali
Ringraziare desidero
per il vento che scombussola i piani
per le parole che mio padre ha regalato alla mia ferita
per la mancanza che muove il desiderio
Ringraziare desidero
per l’attimo felice, comparso come un regalo
e riconosciuto, nonostante fosse difficile da scorgere
per l’emozione di un sorriso offerto e ricevuto
inaspettato, gratuito e illuminante
per la mia capacità di continuare a crescere
insieme agli altri e cambiare
come le stagioni con i loro colori
Ringraziare desidero per la forma delle palpebre
per le monete, figlie gemelle
della libertà degli interstizi
per la solitudine
Ringraziare desidero
per le prime fragole
per il sorriso dopo i litigi
per il rotondo preciso del tavolo
Ringraziare desidero
per la montagna e i suoi sentieri che mi insegnano una fatica generativa
per i sassi in cui inciampo che mi spingono a cambiare prospettiva
per i miei piedi che mi sostengono e mi invitano a procedere un passo alla volta
Ringraziare desidero per le sigarette fumate in una stanza d’ospedale
per il tempo che può essere piegato quando trovi qualcuno che come te è ancora sveglio
Ringraziare desidero
per il mio corpo che balla su assi che scricchiolano
e per il dolore che scricchiola quando rido
Ringraziare desidero per il nastro di raso rosso
per le mani amorevoli che lo rendono fiocco
per i capelli intrecciati come rami
in un luminoso cielo d’autunno
Ringraziare desidero per le donne e gli uomini che hanno lottato per farci camminare vicini e liberi
per il mio corpo quando ride, piange, si infiamma
Ringraziare desidero
per l’ebbrezza di essere utile
per il mistero delle coincidenze sospese,
per il primo passo che ricorda la vetta.
è stato bellissimo, qui trovi tutte le foto
