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Il Circolo

Palazzo Graneri della Roccia, opera di fine Seicento dell’architetto Gianfrancesco Baroncelli, che lo ha costruito su committenza dell’abate Graneri, utilizzando la famosa “pietra di Gassino” impiegata anche nella Galleria che congiungeva Palazzo Madama con il Palazzo Reale, non è solo uno dei palazzi torinesi più insigni del “Barocco Piemontese”, di importanza non solo artistica, ma anche dinastico-diplomatica, tale che potrebbe essere annoverato a buon diritto nel circuito delle “Dimore Sabaude”.

Non a caso, infatti, il Conte Camillo Benso di Cavour volle che si celebrasse in quel palazzo, con il fidanzamento della Principessa Clotilde con il Principe Gerolamo Buonaparte l’alleanza di Casa Savoia con l’Imperatore Napoleone III.

E nel 1706 dopo la liberazione di Torino dall’assedio, dopo il “Te Deum in Duomo”, il Duca Vittorio Amedeo II volle che si tenesse a Palazzo Graneri la “Cena della Vittoria” con l’alleato imperiale Principe Eugenio di Savoia Soissons ei rispettivi seguiti, la sera del 7 settembre 1706, avvenimento che fu immortalato dal celebre verso di Giosué Carducci “…di fumo, polve e di vittoria allegri”.

Nel marzo del 1847, nelle sale del Palazzo nacque il Circolo degli Artisti, per iniziativa dell’avvocato Luigi Rocca che riuniva nella propria casa un gruppo di amici, al fine di stabilire le basi fondamentali di una società di letterati ed artisti che avesse l’obiettivo di condividere le loro idee e contribuire all’incremento delle lettere e delle arti.

 

 

Dal settembre 2006, il Circolo degli Artisti ha lasciato le sale del primo piano di Palazzo Graneri a favore del Circolo dei Lettori, progetto della Regione Piemonte, per la promozione della lettura. Il Circolo dispone di sale allestite per soddisfare le esigenze più diverse: dalla lettura personale a quella di gruppo, incontro e discussione, spattacoli e molto altro.

«… l’atrio e lo scalone sono magnifici e, al piano nobile, il Salone d’onore conserva decorazioni settecentesche di segnate da Valeriano Dellala di Beinasco e statue dei fratelli Filippo e Ignazio Collino. E poi, l’atmosfera vaga mente délabré serve anche a togli ere un po’ di sussiego agli ambienti aristocratici e a renderli più accoglienti e informali nei confronti di un pubblico in abiti casual. [...] Ci si riunisce nella sala degli artisti con le seggioline rosse, a lisca di pesce, oppure nel salone grande, con il piano forte nero a coda, dove si tengono le conferenze e le presentazioni. C’è quindi la stanza per il bookcrossing, in cui l’atmosfera è tranquilla, da sala da tè, e ci si scambiano i libri, si lasciano e si prendono o ci si siede per leggere soltanto. [...] Il Circolo dispone anche di un bar, di una sala biliardo e di una saletta ristorante che organizza degustazioni e serate gastronomiche su tema letterario». Alessandro Pasinelli
Tratto da Il gusto di leggere in compagnia, uscito su “Bravacasa” nel numero di novembre 2007.

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